Fattura Elettronica… and (ARXivar) NEXT? Dalla teoria alla pratica

La nostra nuova rubrica che trasferisce valore aggiunto alle imprese, che desiderano sfruttare al massimo le potenzialità dei sistemi digitali implementati per la gestione della fatturazione elettronica

“Fattura Elettronica… and (ARXivar) NEXT?” è la nostra nuova rubrica che ha l’obiettivo di trasferire valore aggiunto alle imprese che desiderano sfruttare al massimo le potenzialità dei sistemi digitali di gestione della fatturazione elettronica, implementati per adeguarsi all’obbligo normativo attivato il 1 gennaio 2019.

Nei primi 4 giorni del 2019 sono state emesse quotidianamente circa 700.000 fatture elettroniche con una percentuale di errore pari al 6%, definita fisiologica e risultata molto più bassa di quella che era stata registrata (30%) nel 2015, con l’inizio della fatturazione elettronica verso la PA.

Europa – Uno dei casi più interessanti è quello del Portogallo, che insieme all’Italia è l’unico Paese europeo ad aver introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica. Secondo un’analisi dell’UE, l’introduzione della fattura elettronica ha consentito ai lusitani di uscire velocemente dalla crisi finanziaria che li ha colpiti fra il 2008 e il 2012. Anno appunto in cui, ad agosto, fu introdotto l’obbligo di comunicazione elettronica delle fatture emesse da persone, fisiche o giuridiche, arrivando a registrare nel 2017 oltre 1 miliardo di fatture elettroniche emesse.

Resto del mondo – La maggiore incidenza della Fatturazione Elettronica si ha in Sudamerica, con Paesi come Cile, Messico e Brasile che fanno da traino. Il sistema è obbligatorio anche in Argentina, Peru e Colombia, con l’obiettivo di agevolare il controllo fiscale. Tempi più lunghi negli Stati Uniti dove, sebbene l’iter verso la digitalizzazione delle fatture sia già cominciato, il sistema fiscale non prevede aliquota IVA. Siamo ancora agli albori invece in Africa, Australia e nei paesi asiatici.

Teoria e pratica –  In queste prime settimane di transizione, dalla fattura tradizionale a quella elettronica, sta emergendo chiaramente che le criticità non risiedono, come in un primo momento si pensava, nell’invio e nella ricezione delle stesse ma nella gestione, soprattutto per le fatture attive, di tutte quelle attività inerenti alle possibili notifiche di scarto, mancata consegna e consegna. Allo stesso tempo si stanno intravedendo le tante opportunità di efficientamento che, una volta gestite le criticità, questo nuovo contesto porta con sé.

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